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04/11/2010 / doctorjonx

Tagging Uber Alles…?

Michael Reed scrive un interessante postino (nel senso di piccolo post) su Linux Journal chiedendosi, sostanzilamente, se GNU/Linux possa (o debba ?!?!?) abbandonare del tutto la struttura gerarchica del file-system basata sulle directory in favore di una struttura piatta “a calderone” basata sul tagging:

Linux needs to make greater use of tagging, but I’m also beginning to wonder if desktop Linux could abandon the hierarchical directory structure entirely

In effetti, la struttura “tradizionale” dei filesystem è tale perchè:

[…] based on the way that humans have always organised items in the real world, using categories and sub categories […] placing files in one place or another“.

OK; allora perché andare a cercar rogne col tagging? Mah, per esempio perché:

tagging […] allows objects to be placed in more than one category at once” – i.e. l’ubiquità messa in pratica 🙂

Tornando a GNU/Linux, grosso modo possiamo dire che:

The default setup of most Linux distributions acknowledges this distinction as the files are stored either:

    * outside of the /home directory (files that I don’t care about most of the time)
    * inside the /home directory but hidden (more files that I don’t care about most of the time)
    * inside the /home directory and visible (these are the files that I care about)

ed è quest’ultima categoria di file che sarebbe già pronta per la migrazione al tagging, giacchè farlo sugli altri file, al contrario avrebbe conseguenze un pelino più pesanti:

Abandoning the directory system outside of the /home folder would mean not only designing a new operating system but also designing a new set of applications“.

Adottando il tagging, oltretutto, si potrebbe pensare a qualche sviluppo anche più interessante, tipo delle applicazioni “context-sensitive” (“application awareness”, la chiama Michael) per cui si chiede:

Why couldn’t a tag-aware file browser suddenly switch into music browsing mode as soon as I select the music file tag?

I maggiori ostacoli? Secondo Reed:

I see the two main barriers to greater adoption of tagging on the desktop as the lack of a unified standard for metadata and the aforementioned lack of application awareness.

A me è sembrato uno spunto interessante – chissà se i tempi sono maturi per chiedere a GNU/Linux e ad una (o più) delle sue innumerevoli distro di farsi “avanguardia illuminata” su questo tema.
Intanto, nella mia piccolissima esperienza di web 2.0 all’interno dell’azienda nella quale lavoro, posso dire che il passaggio da file-system a file-tagging è avvenuto in maniera abbastanza indolore.
Certo, ci sono state delle sacche di resistenza e degli approcci al tagging mascherati da file-system (della serie: attacco ad ogni file i tag generati dai pezzi del suo pathname, così che alla fine ritrovo esattamente la stessa catalogazione di prima); tutto sommato, però, dopo qualche tempo penso che le persone che usano il tagging per i file non tornerebbero all’approccio a dirctory.
Probabilmente, come si diceva più sopra, alla fine si scopre che il tagging maggiormente si avvicina alla modalità di “catalogazione” delle informazioni che il nostro cervello utilizza naturalmente.

Hasta luego.

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